Archivio mostre

20x20 eventi 2020!

50 anni, un sogno lungo una vita…

 

Per celebrare questo anniversario con una specie di corale, ho chiesto a un certo numero di artisti che amo e con i quali sono in contatto di dedicarmi un lavoro su carta, senza cornice, misura cm. 20 x 20… Il mio progetto è di far realizzare una scatola di cm. 22 x 22 x 22 , con i nomi di tutti gli artisti che si rincorrono sui quattro lati e un titolo sul coperchio “20 x 20 Eventi 2020!” Questa scatola magica con la sua fantastica collezione è destinata al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, a Genova, che ha già ricevuto in donazione l’Archivio di Unimedia e UnimediaModern. 

Caterina Gualco

 

Mauro Ghilgione

Sguardi sull’errore

 

Dopo la chiusura della sua personale al Museo di arte contemporanea di Villa Croce di Genova nel febbraio scorso, l’artista torna alla Galleria Unimediamodern con una serie di lavori inediti realizzati per l’occasione.

 

Armida Gandini

Gustose e dolcissime

 

Gustose e dolcissime è il titolo della personale di Armida Gandini che la galleria UNIMEDIAMODERN di Caterina Gualco presenta in occasione dell’evento Focus Genova. Arte in centro – ARTEAM CUP 2020. La mostra  prevede l’esposizione di due recenti progetti dell’artista, il video Pulses e le sculture vitree Gustose e Dolcissime, in stretto dialogo “le une come fonte scaturite dall’altro”. Pulses rielabora il dettaglio della Madonna piangente del Trittico dei sette sacramenti di Rogier van der Weyden e persegue l’obiettivo di enfatizzare la luminosità dei riverberi delle 8 lacrime che scorrono sul suo viso: la luce, intermittente come se mossa da pulsazioni irregolari, evoca una costellazione sul viso della Vergine.
Il gruppo scultoreo – 8 pezzi in vetro pieno realizzati presso la vetreria Zanetti di Murano – si è sviluppato in seguito come la materializzazione delle  lacrime che scorrono nel tempo. Goccia dopo goccia, si concretizzano per accrescimento concentrico trasformandosi in volumi plastici nello spazio.
L’installazione che ne deriva invita a riflettere sul concetto di post-produzione, sulla struttura dell’immagine e sul ruolo della luce nei processi percettivi.

 

Mauro Panichella

Il rituale dell’inatteso 

 

Mauro Panichella è un artista che accanto a un’attività schietta e istintiva, nata da uno slancio emotivo, coltiva tenacemente un versante di studio metodico e di produzione scritta. Qui l’accumulo di nozioni di provenienza disparata si risolve in successive intuizioni e si affianca a rigorosi processi di archiviazione. Concluso un lavoro, e trascorso il necessario intervallo, subentra in lui quello sguardo estraneo, diverso, che Luciano Fabro raccomandava ai suoi allievi trentacinque anni fa.

Nel Rituale dell’inatteso il lavoro sull’identità ha abbandonato l’autoreferenzialità delle prime opere e, con piena consapevolezza, viene proiettato altrove, su un piano di poetica normalità che però trascende l’umano, assumendo un aspetto quasi sacrale e trasversale rispetto al mondo naturale e a quello della tecnologia.

Sara Fontana

 

George Maciunas

Zefiro Torna. L’utopia Maciunas

 

1970- 2020… Una storia lunga una vita

UnimediaModern è stata aperta da Caterina Gualco nel novembre 1970. Sta quindi iniziando la cinquantesima stagione della sua esistenza.

Come celebrare questo giubileo? Pian piano, continuando a presentare mostre ed eventi come in tutti questi lunghi anni passati. La scelta della personale di George Maciunas come prima mostra  non vuole indicare una preferenza, ma soltanto colmare un vuoto… Durante i 40 anni in cui ci siano occupati di Fluxus, non abbiamo mai fatto una personale di Maciunas; Mister Fluxus merita questa scelta e siamo certi che gli altri artisti non avranno nulla da eccepire.

 

Jean-Paul Charles

White Noise

 

“Una corsa contro il tempo esaurisce la propria distanza nell’attimo della consapevolezza. L’agente dinamico vuota i contenitori di spazio e percorrenza, per focalizzarsi sui grandi antagonisti: accesso, persistenza e decorso. Così si gioca la battaglia poetica nell’elemento transitorio, liquido, del presente: dono e intuizione, fuoco e sacrificio, acrobazia e traccia residua…” Ivan Fassio

Maurizio Camerani

Furti di paesaggio 1975-2019

 

In occasione della sua personale, Maurizio Camerani presenta una selezione di lavori realizzati negli anni Settanta, ancora in gran parte inediti, che testimoniano la fase precedente alla sua collaborazione con il Centro Video Arte di Ferrara.

Ben Vautier

Habillez vous Ben

Dal 2005 la Galleria Unimedia si è spostata in Piazza Invrea 5, a Palazzo Squarciafico, con il nome rinnovato in UnimediaModern, sicuramente un po’ pomposo ma con dichiarate aspirazioni di internazionalità. In questi 13 anni mi sono chiesta molte volte il senso del poderoso battacchio, piuttosto particolare, appeso molto in alto sul pesante portone seicentesco. Solo molto recentemente, grazie a Luca Cimino, la mia curiosità è stata soddisfatta da un articolo online di AMEZENA.

“Sul portone di ferro borchiato un curioso battacchio con fregi la cui forma richiama la lussuriosa presenza, per un certo periodo, di una casa di piacere per clienti facoltosi, data la sofisticata ubicazione”.

Sto scrivendo queste righe di ritorno dall’ennesima visita a Saint Pancrace, da Ben Vautier. É dal 1977 che lavoriamo insieme, con baruffe continue ma anche con reciproca soddisfazione, cosa che è chiaramente dimostrata dalla durata del nostro rapporto.
Ebbene sì! Dopo rimandi, lungaggini, tentennamenti vari, oggi la mostra è “nata”, le opere sono in galleria, l’inaugurazione fissata per l’11 ottobre. Il tema? “Haute Couture Ben”. Il titolo “Habillez vous Ben”.

E cosa c’entra il battacchio del portone con tutto questo? Venite a scoprirlo personalmente, ne saremo tutti felici.

 

Ouf! c’est fini
j’espere que vous ne m’avez
pas trop pris au serieux.
(Ben)

Caterina Gualco
1 ottobre 2018

In memory of Geoffrey Hendricks

Venerdì 28 settembre 2018, dalle ore 18, ci incontreremo all’UnimediaModern per  ricordare il grande artista e amico Geoffrey Hendricks, che ci ha lasciato il 12 maggio scorso.
Saremmo veramente felici di avervi con noi, sia personalmente quando fosse possibile, sia con una testimonianza inviata per email.
Ringraziamo per l’attenzione e inviamo i nostri migliori saluti.

Agnetti, Ghiglione, Panichella, Vaccari
Tiro incrociato
Venerdì 22 giugno 2018 si inaugura all’UnimediaModern l’ultima mostra di questa quarantottesima stagione, mostra dal titolo “Tiro incrociato”.
Avremmo anche potuto chiamare l’evento “Aspettando i cinquanta”, titolo che di per sé non significa nulla, ma che dalle nostre parti ingloba artisti, mostre, eventi, performance… insomma la storia dell’arte contemporanea. I ricordi sono molto vivi, come se questo periodo così lungo – mezzo secolo – non fosse altro che un incredibile eterno presente.
“Tiro incrociato” nasce da un’immagine, più mentale che fisica, molto vaga e non esattamente descrivibile, che ha a che fare simultaneamente con la storia antica e con l’oggi più attuale.  Ha in sé qualcosa di doloroso, e allo stesso tempo di profondamente naturale e vitale. Nasce anche, e soprattutto, dalla contemplazione di due mostre recenti che hanno dato a chi scrive tanti motivi di pensiero e di riflessione… Un circumnavigare nella propria stanza, un volare attraverso l’azzurrità… guardando i trailer di due film mai girati.
1° tempo
Mauro Panichella “Ritorno al mondo reale” – Gian Marco Casini Gallery – Livorno – 16 dic 2017
Nero, nero, nero, specchiante, frantumato, neon, fulgorite…

2° tempo
Mauro Ghiglione “Remember” – Galerie Eva Vautier – Nizza – 5 gen 2018

Bianco, bianco, bianco, immagini strappate, mani aperte, foto su sale, bianco e nero, mikado…
Le mostre sono molto diverse tra loro, gli artisti anche, due autonomie che in comune non hanno probabilmente altro che il nome e la città d’origine.
E un “Grand-parent”, che poi è probabilmente il nonno più attribuibile a tutta l’arte contemporanea: Marcel Duchamp!
Ma tra questo “monstre sacrè” e i nostri protagonisti, giovani di due gioventù diverse, mi sono apparsi, quasi evocati, due grandi artisti contemporanei, per i quali ho una grande stima  e un grande affetto: Vincenzo Agnetti e Franco Vaccari. Di Vaccari avevamo presentato “Le operazioni in tempo reale” all’Unimedia il 27 maggio 1975, commentate da Pietro Favari, mentre Agnetti era uno degli artisti invitati da Filiberto Menna  per la manifestazione “La Somiglianza” nel 1976, nella mostra che parlava dell’immagine, l’immagine aniconica del Concettuale e quella iconica che si vedeva allora riaffiorare col riaffiorare della pittura. Tra le manifestazioni collaterali c’era stata anche la proiezione del film “L’invenzione di Morel”, del regista Emidio Greco. E poiché il mondo è piccolo e complicato come una frittata, il film è tornato, assieme a Emidio, in una mostra di Ghiglione che di tutto questo non sapeva nulla.
Emidio Greco e Vincenzo Agnetti sono già ripartiti per il mondo che più si addice loro, quello delle stelle. Noi siamo qui ancora a faticare, trascinandoci dietro il peso del corpo in un mondo veramente indegno di ricevere arte e bellezza. Ma, malgré tout, i nostri Mauro (ONE e INO) danno il loro contributo perché tutta questa fatica sia un poco più lieve e assecondi l’idea che “beauty is something forever” (J.K.)
14 giugno 2018, Caterina Gualco.
Fabio Tremonte

Delirio Tropical

 

La galleria Unimediamodern è lieta di presentare la prima mostra in Italia dell’artista brasiliano Fabio Tremonte, dal titolo Delirio Tropical, a cura di Maria Rebecca Ballestra.

La mostra propone una selezione di opere di periodi e media diversi  che ci permettono di conoscere un artista complesso che fa della sua pratica artistica una forma di attivismo politico, processo educativo, azione di trasformazione sociale.

Fabio Tremonte unisce abilmente nelle sue opere critica, provocazione e ironia, offrendoci uno sguardo sul “nord del mondo” visto dal sud, un sud che supera la rivendicazione anticolonialista, la chimera ideale di omologazione globale, per rivendicare un ruolo identitario nelle grandi questioni contemporanee come l’ambiente, le disparità sociali, la finanza, ecc.

Con occhio critico e non retorico Fabio Tremonte sfida l’osservatore e lo invita a un dialogo critico non ideologico, ribaltando lo sguardo, suggerendo un riposizionamento intellettuale, stimolando le coscienze.

La produzione artistica di Fabio Tremonte spazia dalla performance al video, passando per i progetti site specific e le pratiche relazionali.

Tra i suoi progetti più significativi bisogna segnalare Escola da Floresta, iniziata nel 2016,  uno spazio nomade e temporaneo costituito da metodologie partecipative di incontro, dibattito e produzione pratica.  Escola da Floresta si basa sulla storia e sulla conoscenza
dei popoli dell’America Latina, sia quei popoli che hanno mantenuto un’identità originaria antecedente all’arrivo degli europei, come alcuni popoli della foresta Amazzonica, sia di quelli che si sono generati da questo incontro. Fabio Tremonte é interessato a quelle forme di vita comunitaria che hanno resistito con insistenza e coraggio nel corso degli anni  e che si sono contrapposte all’idea occidentale di progresso e civiltà, la causa primaria della sparizione di molti popoli nativi e con loro della loro conoscenza ancestrale.

L’immagine della foresta è molto importante in associazione al tema della scuola, perché si fa riferimento all’origine e alla formazione dell’America Latina in quei cinque secoli segnati dall’arrivo e dall’intervento europeo fino ad oggi, suggerendo una molteplicità culturale così complessa come quella che si trova nella foresta, un luogo di “conoscenza” e “conoscenze possibili” che può generare trasformazioni efficaci, sia sociali sia politiche, oltre che individuali.

Ciò che rende questo processo possibile è il confronto tra il modo di vivere capitalistico occidentale con quello di coloro che lottano e resistono, ricreando spazi e modi di vivere identitari, non solo nella foresta. Escola da Floresta è un progetto in divenire che cerca di generare relazioni e, soprattutto, apprendimento dalle diverse forme di lotta e resistenza in America Latina. Attraverso il riconoscimento dell’altro e delle differenze culturali e geografiche, e analizzando ciò che ci unisce e ciò che ci allontana, ci differenzia e ci avvicina, è possibile creare una rete sempre più ampia di scambi di sapere, come nuovo modello per apprendere con e da l’America Latina.

Ben Patterson

Hello Friends!

La Galleria UnimediaModern apre la sua 86esima stagione con una mostra personale di Ben Patterson. La manifestazione,intitolata Hello Friends!, si inaugurerà mercoledì 4 ottobre 2017, alle ore 18,30.

Il titolo è stato scelto per evocare la vitalità e l’euforia che ha sempre accompagnato questo grande artista, che purtroppo ci ha lasciato poco più di un anno fa. E’ il nostro ricordo e il nostro omaggio, nonché la presentazione di un lavoro inedito per Genova, realizzato e presentato a Catania nel 2012  in occasione di una grande rassegna celebrativa del 50esimo anniversario del primo Festival Fluxus a Wiesbaden Rassegna organizzata da Maria Giovanna Russo, della Galleria “Orizzonti” di Catania e curata da Caterina Gualco e Daniele Crippa.

 

UniMediaModern | Piazza Invrea, 5/b – 16121 – Genova – Italia